Victrix Edizioni
MMDCCLXIV a.V.c./II
   Libri di Cultura Classica Romano-Italiana
 
     Novità Giugno 2011
   

 

V. Spinazzola
Gli AVGVRES
'Furon chiamati così i sacerdoti incaricati d’interrogare, mediante l’interpretazione di segni naturali, che costituivano gli auspicii, la volontà di Giove intorno ad atti determinati. Se gli Dei non consentono, ed è estraneo allo spirito della religione romana, di indagare e conoscere il futuro essi non isdegnano di concedere o negare il loro assenso alle azioni umane, prima che vengano intraprese, inviando segni, che regole tradizionali determinino ed aiutino a rivelare. Custodi di queste regole, il cui complesso forma la scienza degli auspicii, sono, per la natura stessa del loro ufficio, gli augures (...)
 (V. Spinazzola, cap. I)

Anno di pubblicazione:  2011

Editore: Victrix Edizioni

Collana: Religione Romana (04)

Rilegatura: rilegato brossura con bandelle 

n. di pagine: p.192

Formato: 17x24 cm

ISBN: 978-88-88646-50-3

Prezzo: € 19,00

 

Diversi sono gli studi svolti su questa particolare forma di sacerdozio e tutti citano tra le fonti più autorevoli quella di Spinazzola, apparsa nella forma più breve di memoria intorno alla etimologia di Avgvr negli Atti della R. Accademia di Archeologia lettere e belle Arti di Napoli poi anche nell'ottimo Dizionario epigrafico di E. De Ruggiero.
Il Collegio degli Avgvres è
un collegio sacerdotale centrale nella religione romana, ad esso era relegato, fin dalle origini più arcane dei tempi della fondazione della sacra urbe, il fondamentale compito di interpretare i segni celesti, tramite i quali si poteva conoscere la volontà divina, conoscenza basilare per tutto il culto romano per il mantenimento della Pax deorvm hominvmqve. Si può capire, così, come l'indagine su questo Collegio sacerdotale sia importante per la conoscenza della religione romana stessa, sia nei suoi aspetti storici sia in quelli più operativi connessi ai modi del culto, in cui il mantenersi 'Fata secvtvs' costituisce l'alveo dell'azione umana giusta, conforme al patto con gli Dei che vigilano sulla Salute Pubblica.
Il testo di Spinazzola, la prima edizione è del 1895, è ancor oggi la più completa trattazione del sacerdozio degli avgures, essa fonda l'autorità delle sue tesi su iscrizioni e fonti antiquarie, tutte debitamente documentate e riportate all'interno del testo, poste in un costante dialogo con le indagini degli studiosi che si erano espressi su questo argomento.

Vittorio Spinazzola

Vittorio Spinazzola (Matera, 2 aprile 1863 – Napoli, 13 aprile 1944) si laurea presso l’Ateneo di Napoli, città a cui rimase sempre legato, assumendo qui poi degli incarichi importanti e dove frequenta il vivace mondo culturale napoletano, stringendo amicizie con personaggi famosi quali Nitti, Croce e D'Annunzio. Fu, infatti, a fronte dello sviluppo dei suoi interessi verso l'antiquaria classica, uno spirito eclettico ed anche un raffinato cultore dell'arte contemporanea. Fondamentale fu l'attività archeologica nella quale introdusse nuovi metodi di scavo con la restituzione delle testimonianze della vita pubblica e privata di Pompei, pubblicate postume in Pompei alla luce degli scavi nuovi di Via dell’abbondanza (1910-1923). Molto importanti sono anche i contributi dell’esplorazione archeologica dell'Antro della Sibilla e del Tempio di Apollo a Cuma, per il quale fondamentale fu il suo intervento con cui veniva confermata l'attribuzione del tempio al Dio. Nella carriera istituzionale, dal 1893 fu Ispettore nella Amministrazione provinciale per l’Arte Antica, mentre tra il 1895 e il 1896 aveva incarichi al Museo Archeologico di Bologna e al Museo Nazionale di Taranto. Nel 1897 era segretario particolare del Ministro della Pubblica Istruzione, e dal 1898 al 1910 aveva la direzione del Museo di S. Martino di Napoli, periodo questo in cui conduceva anche i primi scavi scientifici di Paestum, durante i quali ha scoperto i rivestimenti della cosiddetta Basilica e i principali monumenti del Foro della città. Nel 1910 assunse il suo incarico più prestigioso, quello del Direttore del Museo Nazionale di Napoli, dall'anno successivo fu anche Soprintendente agli Scavi e ai Musei delle province di Napoli, Caserta, Avellino, Salerno, Benevento, Campobasso e, tra i vari uffici, ricoprì dal 1919 anche quello di Soprintendente ai Monumenti e alle Gallerie delle medesime province che dirigeva.

 


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